Chi siamo
Orlen Vemor è un progetto che nasce senza fretta: prima un barattolo, poi un vassoio, poi un cestino. Ogni oggetto ha aspettato di essere testato in una cucina vera prima di entrare nel catalogo.
Il progetto è iniziato osservando la quantità di sacchetti e flaconi che finivano nella spazzatura ogni settimana in una cucina di medie dimensioni. Non un'osservazione drammatica, solo pratica: legumi comprati sfusi conservati in sacchetti di plastica sottile, sapone liquido acquistato ogni mese in un flacone nuovo, frutta trasportata in vaschette che si accumulavano nel cassetto sotto il lavello.
Da lì è nata l'idea di un piccolo catalogo di oggetti pensati per sostituire quelle abitudini, uno alla volta, senza promettere una trasformazione totale della cucina in un giorno.
Test di diverse guarnizioni in silicone e spessori di vetro borosilicato per trovare una chiusura ermetica affidabile anche dopo centinaia di aperture.
Sviluppo di moduli impilabili in acciaio inossidabile, con misure pensate per gli spazi standard dei frigoriferi domestici italiani.
Collaborazione con un tornitore artigianale per il corpo in bambù e con un piccolo produttore di pompe in acciaio smontabili.
Introduzione della fodera in lino removibile, dopo diversi tentativi con tessuti che non reggevano lavaggi frequenti.
Ogni ordine passa da un piccolo magazzino a Verona dove i pezzi vengono controllati singolarmente prima dell'imballaggio. Non abbiamo linee di produzione automatizzate: il controllo qualità avviene a mano, oggetto per oggetto, prima che entri nella scatola.
Collaboriamo con laboratori artigianali per la lavorazione del vetro e con piccoli fornitori di bambù e vimini in Italia e in Europa, privilegiando chi lavora su piccoli lotti.
Non aggiungiamo stampe, colori accesi o forme particolari se non hanno una funzione precisa. Un manico è dimensionato per una mano media. Un coperchio è piatto per permettere l'impilamento. Una scritta sul vetro serve a indicare la capienza, non a decorare.
Questo approccio significa anche che il catalogo cresce lentamente. Preferiamo aggiungere un oggetto nuovo solo quando siamo certi che risolva un problema reale in cucina, piuttosto che ampliare la gamma per il gusto di farlo.